2 aprile 2018

Manifesto

«Quel che gli accadde, tuttavia, fu di ritrovarsi addosso, col passare dei giorni, una singolare forma di disagio che all'inizio fece fatica a comprendere e che solo dopo un po' imparò a riconoscere: [...]gli mancava il gesto dello scrivere, e la quotidiana cura con cui metteva in ordine i pensieri nella forma rettilinea di una frase.»*

Questo blog apre perché mi manca mettere in ordine i pensieri nella forma rettilinea di una frase.
Per tanti anni ho scritto centinaia, se non migliaia di pagine su un altro blog, che ha significato moltissimo per me (e continua a farlo), per motivi che richiederebbero decine di righe per essere illustrati. L'ho portato avanti dai 14 ai 22 anni, ci sono cresciuta e ci ho messo per iscritto la mia intera adolescenza. Poi, un po' all'improvviso, ho cominciato a scriverci solo sporadicamente per altri tre anni, per poi abbandonarlo del tutto. E però...

«Sempre più spesso, tuttavia, gli ritornava quel bisogno di scrivere, e la mancanza di una quotidiana cura con cui mettere in ordine i pensieri nella forma rettilinea di una frase. In maniera istintiva, allora, finì per compensare quella mancanza con una sua privata liturgia, che non gli sembrò priva di una qualche bellezza: prese a scrivere mentalmente, mentre camminava, o sdraiato nel letto, la luce spenta, aspettando il sonno. Sceglieva parole, costruiva frasi. Poteva succedergli di preoseguire per giorni dietro a un'idea, arrivando a scriversi in testa intere pagine, che poi gli piaceva ripetere, talvolta a voce alta. Avrebbe potuto, allo stesso modo, farsi scrocchiare le dita, o ripetere degli esercizi ginnici, sempre gli stessi. Era una cosa fisica. Gli piaceva.»*

Gli ultimi anni sono andati pressapoco così. Ho scritto forse un libro intero di pagine mentali: mi faceva sentire bene, sopperiva al mio bisogno, e andava bene così.
Da qualche mese a questa parte, però, non basta più, solo che non riuscivo a tornare al mio blog perché mi sentivo in dovere di fare un "resoconto delle puntate precedenti". Mi sentivo in dovere di scrivere post che fossero come quelli di un tempo... ma io non sono più quella di un tempo. Sentivo di non poter rispuntare di colpo dopo anni di assenza e cambiare tutto... ma io sono cambiata. Non riesco più a mettermi a nudo come un tempo, ma sento comunque il bisogno di esprimere alcune delle cose che ho dentro.
Quello che cercavo, insomma, e che mi ha spinta ad aprire questo blog, era un posto dove non ci fosse un prima. Niente aspettative (né mie né di eventuali lettori), niente resoconti, niente riassunti.

Se c'è qualcuno che sta leggendo queste righe in questo momento, sappia che molto probabilmente questo non sarà un blog interessante. Perché ci metterò solo me stessa, quello che mi passa per la testa, cose che per un motivo o l'altro ho voglia di mettere per iscritto. Non avrà un filo logico, un quadro di riferimento, né tantomeno un tema o una "linea editoriale", non sarà impegnato né spiritoso, sarà soltanto... me. Del resto, non cerco lettori. Non mi dispiacerebbe se dovessero arrivarne, ma non è quello lo scopo. 

Perché qui e non un quaderno cartaceo, allora, o un blog privato?
Un quaderno cartaceo parallelo esiste, riportato finalmente alla luce da un paio d'anni. L'impresa è riuscita solo trasformandolo per metà in un Bullet Journal: l'ho riempito di pagine e liste da tenere costantemente aggiornate, cosa che mi "costringe" ad averlo spesso tra le mani e solletica così il mio desiderio di scrivere. E così, finalmente, sono due anni che tengo traccia del mio quotidiano e approfondisco, quando serve, quegli argomenti che percepisco come veramente intimi (per me o per altri). Fino ai 20 non ho avuto alcun problema a spiattellare di fronte a un pubblico sconosciuto ogni più piccola parte di me, ma crescendo le cose sono un po' cambiate. Non che mi faccia grossi problemi a parlare di me stessa, però... beh, da un lato, fortunatamente, non mi sento più così sola come a quei tempi, ho finalmente persone in carne e ossa con le quali potermi sfogare dal vero; dall'altro, più semplicemente, mi sono resa conto che la mia vita e le mie paranoie non sono poi così interessanti. 

Per questo, qui ci saranno essenzialmente riflessioni, ragionamenti o analisi estemporanee che magari partono da una persona o da una situazione da me vissute ma che poi diventano autonome. Oppure i miei pareri su libri, film, giochi o qualunque altra cosa abbia voglia di commentare "con garbo". 
E qui arriviamo al perché non un blog privato: ovvero perché, in fondo in fondo, sono un po' narcisista (e perfezionista). Anche se avere un pubblico non è il mio scopo, sapere che qualcuno possa leggere queste pagine mi spinge a... a scriverle meglio (o almeno a provarci). E a me piace quando scrivo cose che siano anche soltanto un po' belle, da leggere. Piace leggerle a me, e mi piace che ci sia la possibilità che le leggano anche altre persone. Tutto qui.


*Le citazioni sono tratte da Mr. Gwyn, di Alessandro Baricco.